'Depressione vulcanica costellata da coni, crateri e piccoli
laghi, la Great Rift Valley si trova nella parte centro-occidentale
del Kenia. Nella zona alta della vallata, all'interno di
un cono alluvionale, si estende il lago Naivasha, coronato
a est dal Kinangop Plateau, a ovest dalla scarpata del monte
Mau e a nord da una distesa di canne di bambù. In
questo contesto ambientale, Simon e Rye Ward avevano deciso
di costuire una residenza par vacanze, commissionata a Richard
Nightingale e Hugh Cullum. La zona non è soggetta
né a piani regolatori né a regolamentazioni
di sorta. Gli architetti, quindi, dovevano soltanto rispettare
le indicazione dei proprietari, che volevano un a grande
casa realizzata con materiali e tecniche locali ("Sebbene
scarsi e limitati"), con vista sugli immensi territori
circostanti abitati da ippopotami e da una fantastica varietà ornitologica.
Non potendo riferirsi a preesistenze architettoniche, Nightingale
e Cullum hanno spostato l'attenzione verso gli elementi naturali,
i contorni montuosi, le rooce, gli alberi: il linguaggio
iconografico doveva essere ridotto agli elementi primi -
la luce, i materiali, la geometria - comprensibili a tutti.
'Casa ward è situata su un promontorio degradante
verso il lago, che diventa il punto focale dell'intero progetto,
caratterizzato infatti da una grande terrazza - affacciata
sull'acqua - che rappresenta il punto di arrivo del percorso
attraverso l'edificio. La terrazza è una specie di
ponte: nella parte conclusiva si allarga in uno spazio trapezoidale,
all'interno del quale è inglobato un grande albero,
il Naivasha Thorn Tree, naturale protezione dai raggi solari.
La struttura, sostenuta da vecchi pali del telegrafo, è innalzata
dal suolo di circa sei metri, un escamotage per poter godere
completamente della vista del lago. "La terrazza - ricorda
Nightingale - è l'elemento che maggiormente ha richiesto
l'intervento degli ingegneri Price & Myers, dovendo rispettare
la vita dell'albero nelle varie condizioni atmosferiche.
La collaborazione con Price & Myers ha permesso di ottenere
una struttura molto più ardita di quanto avessimo
originariamente progettato".
'Questa parte del Kenia è caratterizzata da un clima
equatoriale, con giornate molto calde benché non umide
e notti molto fredde: la casa è costruita con la locale
pietra vulcanica, simile alle rocce circostanti, estremamente
economica, ottimo regolatore termico. La pietra è stata
tagliata in loco e rozzamente cesellata: la connessione tra
i vari elementi è trattata in modo grossolano per
uno spessore di 1,5-2 centimetri. L'omogeneità di
colere è garantita dalla presenza della polvere di
roccia - residuo della lavorazione - nell'impasto cementizio.
L'effetto monolitico che ne risulta è mantenuto anche
all'interno dell'abitazione grazie all'impiego di un doppio
muro, che raggiunge uno spessore massimo di 60-70 centimentri,
ultilizzato non solo a fini estetici: permette il disegno
di profonde e ombreggiate finestre e l'assorbimento dei solai
in cemento all'interno dei muri. Unico elemento cementizio
a vista è l'architrave delle finestre, lavorato tuttavia
come roccia. Il tetto è in acciaio ondulato, materiale
ampiamente utilizzata nell'edilizia africana per la sua economicità ed
efficacia durante la stagione delle piogge. La mancanza di
un elemento isolante tra copertura e suffitto e la necessità di
ventilare il tetto è stata risolta collegando il sottotetto
con l'esterno attraverso una serie continua di piccole aperture.
La copertura è visibile esclusivamente dall'entroterro;
dal lago l'edificio si presenta come una conformazione rocciosa.
'Casa Ward si sviluppa in due ali che formano un angolo
ottuso. L'entrata è posta nel punto di convergenza
delle due costruzioni. L'ingresso a doppia altezza, attaversato
al primo piano da un ponte in legno, funziona come perno
distributivo: al piano terra i locali di servizio, al primo
le zone di soggiorno e riposo. La distribuzione degli spazi è dettata
sia dalla necessità di sfruttare le brezze lacustri,
sia per ragioni di sicurezza. La presenza del ponte enfatizza
la separazione tra le diverse funzioni abitative: la zona
giorno verso il lago, la zona notte nell'altra ala. Il soggiorno
al primo piano risolve le geometrie delle due ali, ma nega
ogni visuale del lago, sviluppandosi introspettivamente intorno
al camino e incoraggiando a spingersi verso la terrazza,
dove la vista spazia attraverso la valle fino all'orizzonte,
punteggiato da vulcani spenti.'
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